Gestione6 min di lettura
Organizzazione5 min di lettura
Chi risponde di un defibrillatore installato
Comprare un DAE è una decisione di un pomeriggio. Tenerlo pronto è un impegno che dura quanto il dispositivo, e va assegnato a una persona con un nome.
Una persona, non un ufficio
Il primo passo non è tecnico: è scrivere chi è il referente del dispositivo. Non «la direzione», non «la manutenzione»: una persona, con un sostituto per quando non c’è.
Il motivo è pratico prima che formale. Le scadenze di un DAE arrivano a distanza di anni: in mezzo cambiano i fornitori, si trasloca, qualcuno va in pensione. Un compito assegnato a un ruolo generico è un compito che sopravvive al primo cambio di organigramma solo per caso.
Le tracce scritte servono a chi le ha
Un controllo che non è stato registrato, dal punto di vista di chiunque debba verificarlo dopo, non è avvenuto. Non è un cavillo: è l’unico modo che ha una persona diversa da te, mesi dopo, di sapere se quella teca è stata guardata.
La forma conta poco — un quaderno appeso accanto alla teca funziona. Conta che ci siano data, chi, cosa ha visto. E che qualcuno guardi quel registro prima che una data scada, non dopo.
Dati
Cosa dovrebbe contenere una riga di registro
Le informazioni ordinate per quanto spesso mancano nei registri che abbiamo visto.
- Data del controlloquasi sempre c’è
È l’unico campo che nessuno dimentica, perché è quello che si scrive per primo.
- Chi l’ha fattospesso manca
Senza un nome, mesi dopo non c’è nessuno a cui chiedere cosa avesse visto.
- Stato della spiaspesso manca
«Controllato» non dice niente. «Spia verde, teca integra, piastre sigillate» sì.
- Scadenze lette sull’etichettaquasi mai
È il campo che trasforma un controllo in una previsione: senza, si scopre la scadenza il giorno in cui è passata.
Non è una statistica: è una lista di controllo messa in ordine di dimenticanza.
Il minimo che regge
Se tutto questo sembra molto, ecco la versione corta. Sono quattro cose, e stanno in mezza giornata di lavoro una volta sola.
- Un referente con nome, cognome e un sostituto.
- Un elenco dei dispositivi con le due date che contano: piastre e batteria.
- Un promemoria che scatta qualche settimana prima di ogni scadenza, non il giorno stesso.
- Un registro dei controlli, anche cartaceo, con data e firma.
Quando conviene un sistema
Con un dispositivo, un foglio basta. Con cinque sedi e dodici dispositivi, il foglio diventa il problema: nessuno lo apre, e le date che contano sono sempre quelle di un altro.
La soglia, nella nostra esperienza, sta intorno ai tre dispositivi o due sedi. Sotto, un promemoria in calendario regge. Sopra, serve qualcosa che avvisi da sé — perché il punto non è avere le date, è essere avvisati mentre c’è ancora tempo per fare qualcosa.
Da portarsi via
- La responsabilità di un DAE va assegnata a una persona con un nome, non a un ufficio.
- Un controllo non registrato, per chiunque venga dopo, non è avvenuto.
- Sopra i tre dispositivi o le due sedi, un foglio di calcolo smette di avvisare in tempo.
Continua a leggere
Rischi7 min di lettura
I modi in cui un DAE smette di essere utile
Le stesse scadenze, ma con qualcuno che te le ricorda
SOS DAE Gestione tiene dispositivi, sedi, scadenze e documenti in un posto solo, e avvisa prima che una data passi.