Il progetto
SOS DAE: da dove nasce, su cosa si fonda, dove sta andando
SOS DAE è un progetto italiano nato il 24 luglio 2026. Riunisce due cose che di norma stanno separate: una mappa dei defibrillatori pubblica, gratuita e funzionante senza rete, e un servizio di gestione per le organizzazioni che quei dispositivi devono tenerli pronti. Questa pagina spiega da dove viene il progetto, su quali dati poggia e quale sistema intende costruire.
Andi Arapi — ingegnere informatico, fondatore di SOS DAE7 min di lettura
- Fondatore
- Andi Arapi, ingegnere informatico
- Sede
- Venezia, Italia
- Avvio del progetto
- 24 luglio 2026
- Dispositivi in archivio
- 549.681 in tutto il mondo
- Fonte dei dati
- OpenStreetMap (ODbL) e registri pubblici: Francia, Singapore, Hong Kong, Taiwan, Venezia
- Riferimenti clinici
- Linee guida ERC e AHA
Di cosa si occupa il progetto
SOS DAE si occupa di una sola domanda, presa da due lati opposti: dov’è il defibrillatore più vicino, e funziona davvero.
Il primo lato è pubblico. L’applicazione mette in mano a chiunque una mappa di 549.681 defibrillatori che funziona senza rete e senza account, con la guida alla rianimazione secondo le linee guida ERC e AHA e il numero d’emergenza del paese in cui ci si trova. È gratuita e resta gratuita: uno strumento di soccorso che chiede una registrazione nel momento in cui serve è uno strumento che non serve.
Il secondo lato è professionale. Le organizzazioni che hanno defibrillatori in carico — aziende, palestre, scuole, enti pubblici — devono documentare controlli, sostituire materiali di consumo entro date precise e poter dimostrare di averlo fatto. SOS DAE Gestione è il servizio a pagamento che copre quell’obbligo, ed è ciò che sostiene economicamente la parte gratuita.
Il problema, misurato
I defibrillatori installati non mancano, e aumentano ogni anno. Manca la certezza che, nel momento in cui servono, qualcuno sappia dove sono e che siano in grado di funzionare. Le linee guida ERC quantificano il costo di quell’incertezza: ogni minuto senza defibrillazione riduce di circa il 10% la probabilità di sopravvivenza.
La base dati pubblica di riferimento è OpenStreetMap, rilasciata sotto licenza ODbL, ed è la migliore disponibile. Non è però stata costruita da chi quei dispositivi li possiede: nasce da rilevazioni occasionali, spesso mai più aggiornate. Prima di sviluppare l’interfaccia abbiamo quantificato le lacune dell’archivio, campo per campo, su tutti i 170.253 dispositivi.
Dati
Informazioni mancanti nei dati pubblici sui DAE
Numero di dispositivi privi di ciascuna informazione. Passa il mouse su una barra — o raggiungila col tab — per il dettaglio.
- Senza data di verifica147.046
Nessuno ha dichiarato di aver controllato che il dispositivo sia ancora al suo posto. Il dato non consente di distinguere un’installazione attiva da una rimossa anni fa.
- Senza orario di accesso71.635
Non è dichiarato quando il dispositivo è raggiungibile. Un DAE in una sede che chiude alle 18 è indisponibile per due terzi della giornata, e chi lo cerca lo scopre solo arrivando sul posto.
- Senza nome né indirizzo37.851
Sono presenti le sole coordinate. Portano davanti all’edificio, non davanti alla teca: l’ultima decina di metri resta a carico di chi sta correndo.
Su 170.253 dispositivi mappati nel mondo.
Fonte: OpenStreetMap, nostra elaborazione sull’archivio di SOS DAE
Le scelte di architettura, e perché non cambiano
Tre vincoli sono stati fissati all’avvio del progetto e non sono stati più discussi. Sono i criteri con cui vengono valutate tutte le funzioni successive.
L’archivio risiede sul dispositivo. L’intero dataset viaggia dentro l’applicazione come indice binario da 1,9 MB, con i dettagli caricati su richiesta. Non è una scelta di prestazioni: un arresto cardiaco si verifica anche in un parcheggio interrato, in galleria o in area non coperta, e un’applicazione di soccorso che presuppone la connettività ha già fallito prima di aprirsi.
Nessun account, nessun tracciamento. L’applicazione non richiede registrazione e non trasmette la posizione ad alcun server. La sola funzione che passa da un’infrastruttura remota è la segnalazione dei dispositivi non mappati, anonima e facoltativa.
Il colore veicola informazione, non stile. Sulla mappa il colore di un punto risponde a una domanda sola — è raggiungibile adesso? Verde indica accessibile, grigio chiuso nell’orario corrente, blu orario non dichiarato. Il rosso è riservato all’emergenza in corso: usarlo altrove ne annullerebbe il significato nel momento in cui conta.
Il servizio per chi ha defibrillatori in carico
Un defibrillatore non si guasta: scade per componenti, in momenti diversi. Le piastre, la batteria e il controllo visivo periodico seguono tre scadenze che non coincidono mai, su un dispositivo che nessuno tocca per mesi. Finché queste date vivono in un foglio di calcolo, la prima cosa a scadere è l’attenzione di chi avrebbe dovuto consultarlo.
L’asimmetria del rischio è la ragione del servizio: un materiale di consumo sostituito in anticipo ha un costo di poche decine di euro, un dispositivo non operativo nel momento dell’emergenza ha un costo che non si esprime in euro — e ricade su chi avrebbe dovuto controllarlo. SOS DAE Gestione converte quella scadenza in un avviso, con settimane di anticipo.
- Anagrafica di dispositivi e sedi, con l’ubicazione puntuale: non «palestra», ma «ingresso palestra, parete destra».
- Scadenze di piastre e batteria, con avviso anticipato: il margine serve a ordinare il ricambio e installarlo prima della data.
- Referente nominativo per ogni dispositivo: una responsabilità assegnata a un ufficio non è assegnata a nessuno.
- Registro dei controlli con data e operatore, opponibile in sede di verifica: un controllo non registrato, per chi verifica, non è avvenuto.
- Documentazione associata al dispositivo: certificazioni, manuali, verbali di intervento.
- Trenta giorni di valutazione, senza vincoli: si apre un account, si caricano i dispositivi e si verifica se il servizio è adeguato.
La visione: un registro che si mantiene aggiornato
La direzione del progetto è definita da una constatazione: il dato più affidabile su un defibrillatore è già in possesso di chi lo detiene. Il proprietario sa dove si trova esattamente, in quali orari la sede è accessibile, quando scade ciascun componente e se il dispositivo è temporaneamente fuori servizio. È la stessa informazione che deve comunque tenere per sé, e che oggi resta confinata in un archivio interno.
Il modello che stiamo costruendo chiude quel circuito senza richiedere lavoro aggiuntivo: il registro che un’organizzazione aggiorna per le proprie scadenze alimenta, su sua autorizzazione ed entro i limiti che stabilisce, la mappa pubblica consultata da tutti gli altri. Non è una richiesta di contributo volontario: è la stessa attività che produce due risultati, con un ritorno diretto per chi la svolge — il proprio dispositivo diventa individuabile da chi ne ha bisogno nelle immediate vicinanze.
Nel frattempo la mappa si corregge per via partecipativa: chi rileva un dispositivo non censito lo propone dalla propria posizione, e la correzione diventa pubblica solo dopo tre conferme da tre dispositivi distinti, ciascuno sul posto. È una soglia deliberatamente prudente, perché un dato errato diffuso è più dannoso di un dato mancante. Il meccanismo funziona, ma dipende dal transito occasionale di una persona: chi il dispositivo lo detiene, no.
La normativa italiana richiede da tempo che i defibrillatori siano censiti, georeferenziati e noti alle centrali operative del 118. È l’indirizzo corretto, e allo stesso tempo il punto in cui ogni censimento incontra un limite operativo: un registro vale quanto la frequenza dei suoi aggiornamenti, e nessuna amministrazione dispone del personale per verificare periodicamente centosettantamila installazioni. Un registro che si aggiorna perché conviene a chi lo mantiene è, a nostro avviso, l’unica forma sostenibile nel tempo.
Stato del progetto
L’applicazione è pubblicata su App Store e su Google Play. Il gestionale è operativo e copre anagrafica, sedi, referenti, scadenze, documenti e avvisi. Il sito è pubblicato in sei lingue, la mappa web in quarantasei.
Il progetto è in fase iniziale e non lo nascondiamo: il primo rilascio è del 24 luglio 2026 e lo sviluppo procede con cadenza settimanale. Per un’organizzazione questo comporta un vantaggio concreto — le richieste dei primi utilizzatori determinano le priorità di sviluppo — e un elemento di cui tenere conto in fase di valutazione.
Per proposte, verifiche o segnalazioni di inesattezze in questa pagina: info@sosdae.com. Le osservazioni di chi gestisce defibrillatori quotidianamente sono la fonte di correzione che consideriamo più affidabile.
Da portarsi via
- L’applicazione è gratuita e senza account: il modello economico poggia interamente sul servizio rivolto a chi ha defibrillatori in carico.
- Su 170.253 dispositivi mappati nel mondo, 147.046 non riportano una data di verifica.
- Il dato più affidabile su un DAE è già in possesso del proprietario: il progetto punta a farlo arrivare, con il suo consenso, a chi ne ha bisogno.
Valutare SOS DAE Gestione
Trenta giorni di prova senza vincoli: si apre un account, si caricano i dispositivi e si verificano le scadenze. Per una presentazione preliminare: info@sosdae.com.