Accedi a SOS DAE Gestione

Non hai un account? Registrati

Il servizio di gestione è riservato a chi ha defibrillatori in carico. L’app SOS DAE resta gratuita e senza account per tutti.

La storia e la visione

Da un’app gratuita al sistema che tiene i defibrillatori pronti

Mi chiamo Andi Arapi. Ho iniziato SOS DAE il 24 luglio 2026: oggi è la mappa di 170.253 defibrillatori che funziona senza rete e senza account, e il servizio che avvisa chi quei dispositivi li ha in carico prima che una scadenza passi. Qui c’è come è nata e dove sta andando.

Andi Arapi — ingegnere informatico, fondatore di SOS DAE7 min di lettura

Chi sono, in tre righe

Sono un ingegnere informatico e lavoro da Venezia. SOS DAE l’ho costruita io, in ogni sua parte: l’applicazione che trovi sugli store, la mappa web in quarantasei lingue e il gestionale per aziende, palestre, scuole e comuni.

Non vengo dal mondo sanitario, e per questo problema non è un limite: quello che manca ai defibrillatori non è clinico, è un problema di dati e di secondi. Sapere dov’è il più vicino prima di aver finito di pensarci, e sapere che quello lì funziona ancora.

Il problema non è quanti DAE ci sono. È che nessuno sa dove.

I defibrillatori ci sono: nel nostro archivio ne contiamo 170.253 in tutto il mondo, e ogni anno aumentano. Ma ogni minuto senza defibrillazione toglie circa il 10% di probabilità di sopravvivenza, e quei minuti si bruciano mentre qualcuno cerca di ricordare se in quel corridoio ci fosse una teca.

Il dato pubblico esiste — OpenStreetMap, licenza ODbL — ed è la cosa migliore che c’è. Ma ce l’ha messo qualcuno che passava di lì, una volta sola, e non è più tornato. Prima di scrivere una riga di interfaccia ho contato cosa manca: non sono stime, sono i campi vuoti dei 170.253 dispositivi, uno per uno.

Dati

Cosa manca ai defibrillatori mappati nel mondo

Ogni barra è il numero di dispositivi a cui manca quell’informazione. Passa il mouse — o raggiungi la barra col tab — per il dettaglio.

  • Senza data di verifica147.046

    Nessuno ha dichiarato di essere andato a controllare che ci sia ancora. Può essere lì da dieci anni, o essere stato rimosso l’anno scorso: il dato non sa dirlo.

  • Senza orario di accesso71.635

    Non si sa quando è raggiungibile. Un DAE dentro un ufficio che chiude alle 18 non esiste per due terzi della giornata, e chi lo cerca lo scopre arrivandoci.

  • Senza nome né indirizzo37.851

    Le coordinate ci sono, la descrizione no. Si arriva sul posto e ci si guarda intorno: «da qualche parte in questo edificio» non è un’informazione utile a chi corre.

Su 170.253 dispositivi mappati.

Fonte: OpenStreetMap, nostra elaborazione sull’archivio di SOS DAE

Cosa ho costruito, e cosa si paga

L’app è gratuita e resta gratuita. Nessun account, nessuna registrazione, nessun tracciamento: l’intero archivio viaggia dentro il telefono in un indice binario da 1,9 MB, quindi funziona in un parcheggio interrato, in montagna, in aereo. Distanza e direzione grandi sul primo schermo, guida alla rianimazione con metronomo a 110 battiti secondo le linee guida ERC e AHA, numero d’emergenza del paese in cui ti trovi, quarantasei lingue.

È già scaricabile su App Store, e la versione Android è in verifica su Google Play. A pagamento c’è solo l’altra metà: il servizio per chi quei defibrillatori li possiede e deve tenerli pronti.

Se hai un DAE in carico, non stai comprando un software: stai togliendo un rischio

Un defibrillatore non si rompe: scade a pezzi. Le piastre da una parte, la batteria dall’altra, il controllo visivo per conto suo — tre date che non cadono mai insieme, su un oggetto che nessuno tocca per mesi. Finché stanno su un foglio di calcolo, la prima cosa che scade è l’attenzione di chi doveva aprirlo.

E il costo di sbagliare non è simmetrico: un ricambio in anticipo costa qualche decina di euro, un dispositivo scarico nel momento in cui serve costa tutt’altro — in vite, e in responsabilità di chi doveva controllarlo. SOS DAE Gestione trasforma quel rischio in una notifica, con settimane di anticipo.

  • Dispositivi e sedi in un elenco solo, con la posizione esatta: non «la palestra», ma «ingresso palestra, parete destra».
  • Le scadenze di piastre e batteria che avvisano prima, quando c’è ancora tempo di ordinare il ricambio e montarlo.
  • Un referente con nome e cognome su ogni dispositivo: un DAE di cui è responsabile «l’amministrazione» non è responsabilità di nessuno.
  • Il registro dei controlli, con data e autore. Per chiunque arrivi dopo — o debba verificare — un controllo non registrato non è avvenuto.
  • I documenti attaccati al dispositivo a cui appartengono: certificazioni, manuali, verbali. Non una cartella condivisa che nessuno riordina.
  • Trenta giorni di prova, senza chiamate commerciali: apri un account, carichi i tuoi dispositivi e vedi se ti serve.

La visione: il registro che tieni per te aggiorna la mappa di tutti

Qui c’è la parte che vale più del software, ed è il motivo per cui le due metà di SOS DAE esistono insieme.

Oggi la mappa pubblica si corregge in un modo lento: chi passa davanti a un defibrillatore lo propone dalla propria posizione, o segnala che la teca è vuota, e servono tre conferme da tre dispositivi diversi perché la correzione arrivi a tutti. Funziona, resta anonimo, ed è a prova di errore — ma dipende dal caso: qualcuno deve passare di lì, notarlo e avere l’app aperta.

Chi il dispositivo ce l’ha in carico non dipende dal caso. Conosce il dato meglio di chiunque passi di lì: dov’è esattamente, a che ora si entra, quando scade cosa, se oggi è in manutenzione. È lo stesso dato che tiene già per sé — solo che oggi muore dentro un file che non apre nessuno.

Il sistema che sto costruendo chiude quel cerchio senza chiedere a nessuno lavoro in più: il registro che aggiorni per le tue scadenze aggiorna anche la mappa che tutti gli altri hanno in tasca, quanto e come decidi tu. Non è beneficenza. È il tuo defibrillatore trovabile da chi ne ha bisogno a cento metri da te, ed è lo stesso lavoro che produce due risultati.

Perché adesso

La legge chiede da anni che i defibrillatori siano censiti, georeferenziati e noti alle centrali del 118, così che chi chiama venga mandato su quello giusto. È la direzione giusta, ed è anche il punto in cui ogni censimento incontra la realtà: vale finché qualcuno lo aggiorna, e nessun ente ha le persone per andare a controllare centosettantamila teche. Un registro che si aggiorna da sé, perché conviene a chi lo tiene, è l’unica forma che regge nel tempo.

Il primo commit di SOS DAE è del 24 luglio 2026: tutto quello che c’è oggi è stato costruito da allora, e il ritmo si vede. Chi entra adesso non compra un prodotto finito e imballato — indirizza le priorità di quello che arriva dopo, perché in questa fase la richiesta di chi usa il servizio vale più di qualunque roadmap.

Se hai defibrillatori in carico, o se quello che hai letto qui ti sembra sbagliato, scrivimi: le persone che quei dispositivi li tengono davvero sono l’unica correzione che vale.

Da portarsi via

  • L’app resta gratuita e senza account: si paga solo il servizio per chi i defibrillatori li ha in carico.
  • Tre scadenze che non cadono mai insieme diventano un avviso che arriva settimane prima.
  • Il registro che tieni per te può aggiornare, se vuoi, la mappa che tutti gli altri hanno in tasca.

Prova SOS DAE Gestione per trenta giorni

Apri un account, carica i tuoi dispositivi e guarda le scadenze mettersi in fila. Se preferisci parlarne prima, scrivimi a info@sosdae.com.

Apri un account