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Cosa scade in un defibrillatore, e quando
Un defibrillatore non si rompe: scade. E scade a pezzi, in momenti diversi, con date stampate su etichette che nessuno guarda finché non serve.
Tre orologi, mai sincronizzati
Le parti di un DAE che hanno una data sono tre, e ognuna corre per conto suo. Le piastre adesive hanno il gel conduttivo, che si secca: una volta aperte non tornano indietro, e chiuse durano qualche anno dalla produzione. La batteria ha una vita a sé, più lunga ma non infinita, e quella dichiarata vale per un dispositivo in attesa — non per uno che è stato usato. Il controllo visivo non è un ricambio ma è una scadenza vera: è il momento in cui qualcuno guarda l’indicatore di stato e verifica che la teca sia intera.
I numeri esatti li dà il manuale del modello, e cambiano fra un Philips e uno Zoll. Quello che non cambia è la forma del problema: tre date diverse, che non cadono mai insieme, su un oggetto che nessuno tocca per mesi.
È qui che nasce la trappola. Un DAE controllato ad aprile può avere le piastre buone e la batteria a due mesi dalla fine. Chi ha guardato ad aprile ha visto una spia verde e ha chiuso la teca: la spia dice che il dispositivo funziona adesso, non che funzionerà a settembre.
Dati
La vita di un dispositivo, distesa
Durate tipiche di un DAE lasciato in attesa. I mesi esatti dipendono dal modello: la forma no.
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Fonte: Durate dichiarate dai manuali dei modelli più diffusi
Il registro è il sistema
Tutto quello che serve per gestire un defibrillatore sta in una riga per dispositivo e una riga per controllo. Non serve un software per capirlo — serve per non dimenticarlo.
La differenza fra un foglio di calcolo e un sistema è una sola: il sistema avvisa prima. Un elenco di date è utile a chi lo apre; una data che scade in silenzio dentro un file che nessuno apre da otto mesi non ha aiutato nessuno.
- Identificazione: marca, modello, numero di serie, dove si trova esattamente (non «palestra», ma «ingresso palestra, parete destra»).
- Scadenza piastre, e separatamente quella delle piastre pediatriche se ci sono.
- Scadenza batteria, con la data di installazione: serve a sapere se la vita residua è quella dichiarata.
- Data dell’ultimo controllo visivo e chi l’ha fatto.
- Registro degli utilizzi: dopo ogni impiego reale, piastre e batteria si considerano da sostituire.
- Referente: una persona con nome e cognome. Un dispositivo di cui è responsabile «l’ufficio» non è responsabilità di nessuno.
Il costo di sbagliare non è simmetrico
Sostituire piastre in anticipo costa qualche decina di euro. Non sostituirle costa un dispositivo che, nel momento in cui serve, chiede di attaccare due elettrodi che non conducono più.
Per questo un buon calendario non punta alla data di scadenza: punta a qualche settimana prima. Il margine serve a ordinare il ricambio, riceverlo e montarlo senza che il DAE resti scoperto nel frattempo.
Da portarsi via
- Le scadenze di un DAE sono almeno tre e non coincidono mai: un solo promemoria all’anno lascia scoperti dei mesi.
- La spia verde dice che il dispositivo funziona adesso, non che funzionerà fra sei mesi.
- Dopo ogni utilizzo reale, piastre e batteria si considerano consumate a prescindere dall’etichetta.
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Le stesse scadenze, ma con qualcuno che te le ricorda
SOS DAE Gestione tiene dispositivi, sedi, scadenze e documenti in un posto solo, e avvisa prima che una data passi.